giovedì 7 maggio 2026

 

News dal Consiglio Nazionale

Nei giorni scorsi si è svolto il Consiglio Nazionale di Arci Caccia. Mentre prosegue l’organizzazione del Congresso, l’associazione ha approvato il suo bilancio consuntivo. Un bilancio che testimonia bontà amministrativa e una sostanziale solidità dell’Associazione. Molti i temi di politica venatoria trattati. Si è partiti con il problema del piombo nelle munizioni, rilevando che il Governo si sia mosso con ritardo, ma, comunque, nella direzione indicata da Arci Caccia, lavorando per produrre le cartine delle zone umide in cui dovrà essere interdetto l’uso del piombo a caccia. Si lamenta il problema di un ritardo dell’industria del munizionamento che, ancora, non è in grado di mettere a disposizione prodotti atossici performanti ad un prezzo accessibile.

Sul tema della riforma della 157/92 si rileva che difficilmente, a questo punto, ci saranno i tempi per l’approvazione in entrambe le camere. Si continua a considerare questa ipotesi di riforma un sostanziale regalo alla caccia privata, con pochissimi spunti utili ai cacciatori come, ad esempio, l’abolizione dell’opzione di caccia. Manca totalmente una revisione degli elenchi delle specie cacciabili, che consentirebbe di inserire specie come lo storno, piccione, la tortora dal collare, le oche, ecc… Adesso, poi, con l’emersione della lettera della Commissione Europea, che cassa gran parte dei punti salienti della cosiddetta riforma, non possiamo che dire: l’avevamo detto…

Si è analizzata, inoltre, la vicenda del CTFVN in cui grande irritazione dà il tentativo della maggioranza di proporre emendamenti per disinnescare la decisione della Corte Costituzionale, che dovrà decidere sul ricorso presentato da Arci Caccia. Si ribadisce la necessità di allargare la rappresentanza, inserendo tutte le associazioni venatorie riconosciute nel comitato. Arci Caccia continua a pensare che sia necessario federare le associazioni venatorie. Poter parlare con una voce univoca sarebbe fondamentale per dare forza alle richieste dei cacciatori, anche e soprattutto in vista delle prossime elezioni politiche.

Riguardo all’azione del Governo, infine, preso atto della parziale correzione della norma sui coltelli del decreto sicurezza, si apprezza la buona volontà, ma si ritiene che ancora si sia lontani da una soluzione ottimale. Inoltre, il Governo ha dato incarico a Ispra di preparare il recepimento del Piano Europeo di Ripristino Ambientale. Nessuna consultazione con i cacciatori o il CTFVN per un progetto che, se ben fatto, potrebbe portare davvero ad una svolta nella gestione della fauna e dell’ambiente

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