lunedì 2 marzo 2026

SU CTFVN

 

Sul CTFVN lottiamo per ripristinare il Diritto. Non accettiamo lezioni da nessuno.

Riguardo alla sentenza che ha rimesso alla Corte Costituzionale il giudizio sulla legittimità della nuova costituzione del Comitato Tecnico Faunistico Nazionale, dobbiamo evidenziare alcune reazioni pubbliche; tutte scomposte e ridicole nel metodo e nel merito. Premettiamo che ARCICACCIA, per prima, si è battuta perché il Comitato venisse ricostituito e, quindi, era ed è convinta della sua utilità. Pensavamo, anche, che da lì potesse partire una forte e condivisa proposta di riforma della 157, non la robetta di cui si discute oggi. In primo luogo, invitiamo le associazioni animaliste e ambientaliste a non intestarsi, come hanno fatto nell’articolo apparso sul Fatto Quotidiano, una battaglia di principio che hanno vigliaccamente deciso di non fare. La marea di bugie che abbiamo sentito alla conferenza stampa per il deposito delle 400.000 firme contro la riforma della 157, ci hanno chiaramente dimostrato che il loro obiettivo non è la difesa della legge, ma la definitiva chiusura della caccia. Chiederemo agli esponenti politici presenti se condividono questo disegno. In seguito, abbiamo visto la preoccupata reazione di Agribio (vedesi Coldiretti e altri). Rispondiamo all’organizzazione delle riserve private che, definire pericolosa l’azione di una Associazione riconosciuta, esclusa per motivi meramente politici da un importante organismo istituzionale, significa ritenere pericolosa la rappresentanza democratica nella vita pubblica del paese. Perché di questo si parla, se non fosse chiaro. Siccome, invece, per noi è cristallino, confrontiamoci nel merito delle proposte sulla gestione della caccia in Italia e sul suo futuro, tema più serio e più proficuo per tutti. Oggi, poi, si è unito al coro Sparvoli di Libera caccia che ha addirittura scomodato Pirro re dell’Epiro; non è il primo attacco diretto che ci indirizza, non perderemo il sonno per questo. Capiamo che occorra lavorare molto per mantenere il passo nella gara tra chi blandisce di più il Ministro e il Governo, ma adesso ci pare che siamo caduti troppo in basso. Basti dire che crediamo tanto nell’utilità del Comitato che vorremmo farne parte, come prevede la legge. Si tratta di rispetto dello stato di Diritto e del principio di partecipazione. In tanti territori lottiamo, anche al fianco di ANLC, per ottenere il giusto riconoscimento dove siamo esclusi dai comitati degli ATC. Quindi basta essere ricompresi tra gli ammessi per cambiare idea? Costano così poco i principi? Rifacciamo al Presidente Sparvoli la domanda di qualche tempo fa: come mai Il Ministro ha avallato l’emendamento sulle riserve private che tu non condividi? E come mai, nonostante questo, sei ancora lì plaudente. Perché, detto chiaramente, meglio Pirro che…. Comunque con serenità aspettiamo cosa dirà la Corte e, comunque vada, non smetteremo di portare avanti le nostre idee sulla caccia sociale che, pubblicamente tutti condividono, ma privatamente tutti lavorano per distruggere.


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