venerdì 20 febbraio 2026

caccia Nazionale

  

 "Grande soddisfazione in relazione all'ordinanza con cui la VI Sezione del Consiglio di Stato, accogliendo le tesi dell'ARCI CACCIA, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione di legittimità in merito al riordino del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio. L'ordinanza ha rilevato come la legge che ha consentito al Ministero dell'Agricoltura di riordinare il CTFVN non abbia previsto limitazioni o specifiche particolari, lasciando di fatto il dicastero eccessivamente "libero" di poter rivoluzionare il Comitato. E tale "eccessiva" libertà ha comportato l'eliminazione della presenza in seno al CTFVN di numerose Associazioni venatorie riconosciute (tra cui ARCI CACCIA), nonché dei rappresentati del mondo animalista e dell'agricoltura. L'Avv. Matteo Valente - che ha proposto l'appello al Consiglio di Stato in nome e per conto di ARCI CACCIA - evidenzia l'importanza della pronuncia: "con essa il Giudici Amministrativi hanno rilevato con puntualità come quello oggetto del giudizio è un chiaro caso in cui il legislatore ha abdicato alle proprie prerogative, lasciando al Ministero un raggio di azione illimitato e consentendogli di modificare con un "semplice" Decreto un Comitato che era stato introdotto da una Legge nazionale. In questo modo si è consentito ad un provvedimento di rango inferiore di poter intervenire senza limiti su una disposizione di rango superiore".

Il Presidente Maffei si dice soddisfatto rilevando che "Il pluralismo in seno al CTFV è un valore che la Legge 152 del 1992 aveva ben sancito e che il Ministero ha svilito, limitando la rappresentatività delle Associazioni Venatorie e il principio di democrazia. Attendiamo con fiducia il pronunciamento della Corte Costituzionale". 

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